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La scuola che non vogliamo

Posted by Che scuola on 6 Giugno 2020
| 5 commenti

 

Il decreto scuola 

Dopo una maratona di due giorni la Camera ha approvato ieri il Decreto Scuola, un provvedimento nato in piena emergenza, che prevede le misure per portare a conclusione questo anno scolastico.

Sono state approvate le regole per l’esame di maturità (soltanto orale ed in presenza) e per lo svolgimento degli esami di stato di terza media (a distanza con la presentazione di una tesina); ripristinati i giudizi al posto dei voti numerici per le elementari.

Sono previste inoltre indicazioni per la ripresa dei cantieri scolastici ed il concorso straordinario per 32mila cattedre della scuola media e superiore.

 

La scuola che non vogliamo 

La prossima settimana invece toccherà alle misure previste dal Comitato Scientifico per la ripresa a settembre delle scuole di ogni ordine e grado, già pubblicate dal MIUR, ma non ancora approvate.

Vediamo le proposte:

  • divisori in plexiglass tra i banchi per garantire il distanziamento di almeno un metro tra gli studenti;
  • mascherine obbligatorie dai 6 anni in su (studenti, docenti, personale ATA);
  • visiere per andare incontro alle esigenze di studenti con difficoltà respiratorie o ipoacusici;
  • niente doppi turni e/o sdoppiamento delle classi, ma possibilità di allungare la settimana al sabato;
  • possibilità di ridurre l’orario delle lezioni da 60 a 40 minuti.

Come si può comprendere queste misure nulla hanno a che fare con il benessere, l’apprendimento e la cultura; piuttosto promuovono l’idea di una scuola come luogo della paura, dell’ansia, del distanziamento sociale.

E’ possibile leggere il  Documento tecnico.

 

Le azioni di protesta

Oggi vogliamo condividere con voi, non lo sdegno o peggio la rabbia e nemmeno il disappunto, ma la forza di genitori, insegnanti, dirigenti scolastici, psicologi, pedagogisti e pediatri, che non cederanno ad un modello di scuola “sbagliato” per i nostri bambini e ragazzi.

Le azioni di protesta che sono state promosse sono tante e ci auguriamo che a queste se ne aggiungano altre.

Al fine di diffondere tali informazioni il team di “CHE SCUOLA” elenca di seguito alcune di queste azioni, chiedendo il supporto di famiglie e educatori per la diffusione ed il continuo aggiornamento.

Vi ringraziamo in anticipo per la collaborazione e vogliamo ricordare che si può e si deve lottare per ciò che è giusto e nulla vale di più della salute fisica e psicologica dei nostri figli e la difesa della scuola pubblica come luogo di benessere e crescita personale.

Nella speranza di ritrovarci a settembre con le nostre scuole così come le abbiamo lasciate a febbraio, vi invitiamo a segnalarci eventuali azioni che ritenete utili e degne di pubblicazione.

 

Le azioni che possiamo sostenere

Ecco una lista delle petizioni a tutela dei bambini e le azioni contro le nuove disposizioni per la riapertura delle scuole a settembre:

 

No mascherine su popolazione pediatrica a scuola e nei centri estivi.

Il Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori contesta il parere favorevole dei pediatri sulle mascherine a scuola. A questo link la petizione.

 

Appello per la scuola: lettera al Parlamento Italiano.

Appello promosso da “La scuola Che Accoglie”

 

Mantenimento di tutte le sezioni di Scuola dell’Infanzia: no alle classi pollaio!

Petizione promossa da un’insegnante di sostegno della scuola dell’infanzia attraverso la piattaforma Change.org

 

Riapriamo le scuole… in presenza!

Petizione promossa da alcuni genitori attraverso la piattaforma Change.org

 

No alla mascherina a scuola.

Petizione promossa da alcuni genitori attraverso la piattaforma Change.org

 

Istanza al Ministro dell’Istruzione: ritorno a scuola con didattica “in presenza”, per la salute di bambini, famiglie ed il rispetto della legittimità costituzionale.

Manifesto di azione civica ad adesione libera e volontaria. Approfondimenti sull’incostituzionalità delle attuali azioni del ministero, di Luca Scantamburlo. Guida su come scrivere personalmente un’istanza al ministro. Link all’istanza

 

Mail storming agli uffici scolastici regionali

Scriviamo agli uffici scolastici regionali rendendo chiara la nostra posizione sulle modalità di rientro a scuola e la nostra volontà di essere pronti al ritiro dei bambini qualora le condizioni fossero confermate come da indicazioni del comitato tecnico-scientifico. Puoi trovare i contatti del tuo Ufficio Scolastico Regionale di riferimento al seguente link.

 

Altre azioni da conoscere

Protesta dei presidi:  l’articolo su Repubblica 

 

Antonella Giostra e Yvonne Pizzigati

5 thoughts on “La scuola che non vogliamo

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