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Posted by Che scuola on 24 Novembre 2019
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Riunioni di sezione

Nell’articolo di oggi vogliamo fornire agli educatori idee e suggerimenti per rendere le riunioni di sezione più produttive. 

Le prime riunioni di sezione sono infatti, al di là dell’ordine di scuola (nido o infanzia), un tema molto importante e sentito, perchè di fatto costituiscono il primo momento di incontro fra personale educativo e genitori, nel quale scambiarsi impressioni, domande, ed iniziare ad instaurare un rapporto che durerà alcuni anni. Abbiamo in un precedente articolo discusso di quanta importanza rivesta il patto educativo tra insegnanti e genitori.

Ecco alcuni consigli che ci sentiamo di condividere con gli insegnanti e che derivano da una lunga esperienza di supervisore in nidi e scuole dell’infanzia.

  • Disponete le sedie in cerchio:

evitare le file di sedie ha più obiettivi e vantaggi; intanto, consente il contatto oculare di tutti i partecipanti, e favorisce l’attenzione e la partecipazione di tutti, mentre chi si trova nelle ultime file potrebbe non sentire bene o distrarsi; in secondo luogo, riporta metaforicamente ad un’idea di alleanza, di tavola rotonda nella quale ogni partecipante ha un ruolo paritario ed ugualmente importante, evita l’impressione di una lezione frontale nella quale i genitori sono fruitori passivi di informazioni;

  • Raccontate da subito come si svolgerà la riunione, quanto durerà e quali saranno i passaggi: 

dimostrate che non state improvvisando ma che avete uno schema, è garanzia di professionalità;

  • Prevedete un tempo per le domande:

le domande potrebbero essere raccolte in un contenitore nel quale inserire bigliettini anonimi; l’anonimato favorisce l’esposizione di domande anche ‘scomode’, relative a questioni delicate, che è meglio snodare subito per evitare che eventuali non detti procurino problemi nel prosieguo del percorso;

  • Non date nulla per scontato:

per chi lavora all’interno di una struttura educativa, il funzionamento della giornata, le routines, sono cose ben note; ma spesso i genitori non conoscono lo svolgimento della giornata, non ne sanno i passaggi, e questo alimenta in loro la fantasia di un luogo ‘inaccissibile’ nel quale non hanno controllo di ciò che accade al loro bambino;

  •  Se durante la riunione avete previsto l’uso di una presentazione non utilizzate slides con elenchi puntati poichè l’attenzione su un elenco puntato è estremamente bassa:

se ci sono informazioni importanti da trasferire è preferibile fornire lo stesso elenco in mano, in un foglio di carta stampato;

utilizzate slides con immagini-stimolo poichè un’ immagine cattura l’attenzione, viene memorizzata più facilmente, e può servire da punto di partenza per fare domande o proporre riflessioni;

  • Siate pratici, ma non troppo:

la prima riunione di sezione è un momento prezioso in quanto spesso sono presenti quasi tutti i genitori, è un’occasione per trasmettere concetti organizzativi ma anche per confrontarsi sull’idea di bambino ed iniziare ad instaurare l’alleanza educativa;

  • Se possibile, organizzate un gioco:

giocare mette in campo i genitori in prima persona e trasmette l’idea di un luogo nel quale l’apprendimento viene sempre veicolato sotto forma ludica; ridere e divertirsi favorisce la memorizzazione dei concetti ed è fondamentale per la creazione di quel rapporto umano che è la base dell’alleanza educativa;

  • Non siate giudicanti:

educare è il contrario di giudicare; ogni famiglia ha le sue difficoltà e le sue caratteristiche peculiari: essere professioniste della cura non significa imporre il giusto e lo sbagliato ma condividere obiettivi di sviluppo realistici, tarati sul singolo bambino e sulla singola famiglia (ciò che è un obiettivo da raggiungere per alcuni, potrebbe essere qualcosa di già consolidato per altri), e strategie per realizzarli;

  • Siate professionali:

un’educatrice o un’insegnante non è solo ‘una persona carina’ che bada ai bambini, ma una professionista con un background formativo solido; adottate atteggiamenti amichevoli ma non troppo confidenziali, se c’è la possibilità fate riferimento a semplici costrutti teorici (un concetto chiave da condividere con i genitori: la zona di sviluppo prossimale di Vygotskij ), se vi viene chiesto di esprimervi rispetto a pratiche educative non basatevi sul “secondo me” ma rispondete con cognizione di causa, facendo riferimento alla vostra esperienza ma anche a costrutti teorici o scientifici evidenti (neuroscienze e teoria dell’attaccamento in primis);

  • Concludete la riunione con un riepilogo delle cose fatte e, se possibile, con qualcosa da portare a casa: poter avere un oggetto, un bigliettino, un decalogo o qualsiasi cosa da portare a casa alimenta la sensazione piacevole di un luogo nel quale accadono cose belle e dal quale ci si congeda ‘portando con sè qualcosa’.

Silvia Spinelli – Psicoterapeuta e formatrice – Che Scuola

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